Gruppo Compiano
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L'obiettivo è stato scelto male
Due ladri incauti tentano un furto in casa Compiano
Il titolare dell'Istituto di vigilanza notturna è sceso in campo di persona facendo fuggire i malviventi a colpi di pistola
Come agnelli nella tana del lupo, si sono trovati l'altra sera i ladri che incautamente hanno tentato di svaligiare
la villetta del defunto fondatore dell'Istituto di vigilanza notturna Compiano, in Via Silvio Pellico.
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All'esperto orecchio di uno degli attuali titolari dell'Istituto, il signor Arnaldo Compiano,
abitante in una vicina villa, non sono sfuggiti i rumori sospetti provocati dai malviventi nel tentativo di forzare
la porta. Il poliziotto privato, prontamente intervenuto con la pistola in pugno,
ha costretto gli scassinatori a battere precipitosamente in ritirata lasciando la refurtiva già
ammucchiata per essere portata via. Il movimentato episodio è accaduto l'altra sera a tarda ora.
Il signor Compiano, che si trovava in casa è stato attratto da uno strano fruscio e da colpi sordi
provenienti dal giardino della proprietà su cui sorge la sua abitazione,
quella del fratello Cesare e quella del compianto genitore, momentaneamente disabitata.
Senza esitare, impugnata la pistola, si è inoltrato nel giardino e sentendo sempre più vicini i rumori ha esploso un pirmo colpo in ariaa scopo intimidatorio dirigendosi poi verso la villa per scorgere due ombre che saltavano dalla terrazza superiore dileguandosi verso le stradine secondarie della zona.
Altri tre o quattro colpi esplosi in aria, hanno messo ulteriormente le ali ai piedi ai ladri. Al signor Compiano non è rimasto che compiere un sopraluogo per accertare che cosa fosse stato asportato.
I ladri erano entrati in casa forzando la tapparella di una porta, quindi tolta la lana da un cuscino avevano riempito d'argenteria la federa abbandonando però il malloppo all'arrivo del proprietario guastafeste.
Il signor Compiano si è poi accorto che i ladri contemporaneamente, forse con l'aiuto di qualche complice, avevano tentato di svaligiare anche una altra villa disabitata, quella del dott. Crosato in via Generale Menegaldo. Smontata la serratura di una porta posteriore, avevano già infilato in una federa due pregevoli candelieri che, come in casa Compiano, sono stati costretti ad abbandonare.
Sul luogo sono intervenute la Squadra mobile agli ordini del commissario dott. Scialla e la Polizia scientifica per gli accertamenti.
[da Il Gazzettino di Treviso, 24 Agosto 1966] |
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